“30 OP”: dal carcere di Bollate un album che parla di opportunità

Tredici brani scritti e registrati dentro un carcere. Storie personali, conseguenze delle proprie scelte, difficoltà, ma anche la possibilità di immaginare una direzione diversa.

È “30 OP”, l’album di inediti realizzato dai giovani detenuti della Seconda Casa di Reclusione di Milano-Bollate, nato all’interno dello studio di registrazione del Reparto Giovani Adulti e disponibile sulle piattaforme digitali per Attitude Recordz, distribuito da Altafonte Italia. Il progetto è stato presentato il 23 settembre durante il Bollate Live Show, un vero e proprio evento musicale organizzato nell’area esterna dell’istituto, al quale hanno partecipato anche Ensi, Nitro, Nerone e Mic Tyson.

“30 OP”, quando OP diventa opportunità

Il titolo dell’album parte dall’articolo 30 dell’Ordinamento Penitenziario, relativo ai permessi di necessità. Ma all’interno del progetto quelle due lettere acquistano un significato ulteriore: O.P. diventa simbolicamente “opportunità”.

L’opportunità per i ragazzi detenuti di sperimentarsi attraverso la musica, acquisire nuove competenze, confrontarsi con gli altri, assumersi delle responsabilità e trovare un linguaggio attraverso il quale raccontare la propria esperienza. “30 OP” nasce infatti da un laboratorio artistico-musicale rap attivo dal 2022 nel Quarto Reparto del carcere di Bollate. L’album è stato interamente scritto, registrato e prodotto all’interno dell’istituto ed è il secondo progetto discografico di questo tipo realizzato a Bollate, dopo “Mezz’ora d’aria”, pubblicato nel giugno 2024.

Tredici brani nati dentro il carcere

Il risultato sono 13 tracce che portano fuori dalle mura del carcere esperienze e vissuti personali. L’obiettivo dichiarato non è costruire personaggi né spettacolarizzare la detenzione. Al contrario, le canzoni affrontano anche le conseguenze concrete delle scelte compiute.

“Il carcere non è un gioco e il mito del gangster non coincide con la realtà della detenzione.”

Stefano Aschieri – Stelo

Stefano Aschieri “Stelo”, è il produttore esecutivo di “30 OP”, che sottolinea come nei brani trovino spazio il peso delle decisioni, la solitudine e le difficoltà che possono accompagnare una persona anche dopo la fine della pena. Ma c’è soprattutto un altro elemento: la possibilità di acquisire consapevolezza, sviluppare nuovi strumenti e provare a immaginare una strada differente.

Ensi, Nitro, Nerone e Mic Tyson al Bollate Live Show

La presentazione dell’album è diventata anche un momento di incontro tra ciò che è stato costruito all’interno dell’istituto e il mondo musicale esterno. Durante il Bollate Live Show, i giovani detenuti hanno presentato dal vivo il progetto, affiancati da Ensi, Nitro, Nerone e Mic Tyson, che si sono esibiti con alcuni dei loro brani più conosciuti. L’evento ha unito musica live, fotografia, racconto visivo e testimonianze per raccontare non soltanto il disco, ma anche il percorso artistico e umano che ne ha permesso la realizzazione. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con il carcere di Bollate, è stata organizzata e finanziata da Me Next Agency, con il supporto della Cooperativa Sociale Articolo 3.

Il rap come spazio di espressione e responsabilità

La Cooperativa Sociale Articolo 3 lavora a Bollate dal 2002 e partecipa, tra le altre attività, alla gestione del Reparto a Trattamento Avanzato e Giovani Adulti. Il laboratorio rap rientra proprio in questo percorso. Come spiega Federica Parodi, operatrice della Cooperativa, l’obiettivo è promuovere attività attraverso le quali i ragazzi possano scoprire nuovi interessi, capacità e relazioni positive, costruendo strumenti utili anche nel percorso di reinserimento all’esterno. La musica diventa quindi non soltanto una forma di espressione, ma un lavoro che richiede confronto, competenze, collaborazione e responsabilità.

Un progetto costruito dentro e fuori Bollate

La produzione musicale di “30 OP” è affidata a Stefano Aschieri “Stelo”, mentre Patrick Yassin cura comunicazione e strategia digitale.

Il team comprende inoltre Roberto Graziano Moro per fotografia e art direction, Federico Ceravolo alla regia, Andrea Rocca per il documentario, Davide Storelli per il graphic design e Federica Parodi per il coordinamento educativo e il rapporto con l’istituto penitenziario.

Il progetto coinvolge inoltre Wormhole Records, Cooperativa Articolo 3, Attitude Recordz, Altafonte Italia, Me Next Agency, Words For You, Mascara, Mic Tyson, Propaganda, Music Lab, Ferrujo e Lobstar – Eclettica, con il coinvolgimento del Ministero della Giustizia e della Casa di Reclusione di Milano-Bollate.

Una possibilità che guarda oltre il carcere

È proprio il rapporto tra ciò che accade all’interno del carcere e ciò che esiste fuori a rappresentare uno degli aspetti centrali dell’iniziativa. Il direttore del carcere di Bollate, Giorgio Leggieri, sottolinea infatti quanto il lavoro con il territorio e con la comunità esterna possa contribuire a dare senso e utilità alla pena, soprattutto per i detenuti più giovani.

Progetti vicini alle loro passioni, come quello musicale, possono diventare occasioni per sviluppare competenze e rafforzare il percorso delle attività professionalizzanti dell’istituto. Ed è forse proprio qui che il titolo “30 OP” trova il suo significato più forte. Non cancellare ciò che è accaduto, né trasformare il carcere in qualcosa che non è, ma utilizzare il tempo e gli strumenti disponibili per costruire una possibilità diversa. In questo caso attraverso tredici tracce, un microfono e la musica che riesce a superare le mura del carcere.

Condividi l'Articolo
Alessandra Bellotti
Alessandra Bellotti

Speaker su Urban Radio, appassionata di Hip-Hop e di racconti underground che condivide su urbanradio.it

Utilizziamo cookie, anche di terze parti, per fini tecnici, statistici e di profilazione. Cliccando su “Accetto”, acconsenti all’uso dei cookie. Per ulteriori informazioni sui cookie e su come gestirli, consulta la nostra Cookie Policy

Manda un WhatsApp

Partecipa alla diretta, scrivi il tuo messeggio su WhatsApp al 333 222 1112