“BRAVO BRAVO BRAVO”, il nuovo singolo firmato Mario Rossi Fa Rap, è disponibile su tutte le piattaforme digitali. Il brano farà parte di un EP autoprodotto di prossima uscita.
Michele Benetti (Verona, 1997), fondatore e voce di questo progetto hip hop indipendente, coerente con il nome Mario Rossi Fa Rap, ha scritto un testo – ispirato solo in parte alla sua esperienza da operaio qualificato – che si concentra su un aspetto sociale riguardante giovani lavoratrici e lavoratori.
I versi, infatti, dopo aver espresso con rabbia la frustrazione causata dalle 8 ore quotidiane trascorse con persone non scelte per svolgere un impiego che non coincide con le proprie passioni, puntano il dito contro la narrazione che la società contemporanea dà del lavoro, proposto come mezzo attraverso cui raggiungere i propri obiettivi e potersi realizzare.
Al contrario, però, il testo fa capire come per buona parte delle nuove generazioni, il lavoro rappresenta un ostacolo in questo senso e, soprattutto, la prima fonte di ineguaglianza sociale (qui avevamo segnalato altre 10 canzoni rap sul lavoro, non solo italiane).
Così l’artista veronese che ha fondato il progetto Mario Rossi Fa Rap racconta l’anima del brano:
“La natura ricattatoria e moralistica di quella mentalità costruita intorno al mito del merito, del sacrificio, del ‘se vuoi puoi’, porta spesso a sacrificare passioni, affetti e amor proprio sull’altare di una retorica che ti chiede di essere produttivo e flessibile mentre tutto quello che puoi sperare di ottenere in cambio è una pacca sulla spalla: ‘BRAVO BRAVO BRAVO’, appunto.
Per molte persone la realtà è lavorare 40 ore a settimane senza potersi permettere una casa, una macchina e una vita dignitosa. Detto ciò, nel testo c’è anche la presa di coscienza che esistono sempre situazioni di precarietà più gravi della propria: la consapevolezza del proprio privilegio è un tema parallelo del brano“.
Il tappeto sonoro dall’atmosfera cupa e industriale, che valorizza al massimo il senso di rabbia e frustrazione del testo, è suonato da un band composto da Tobia Benetti (batteria), Jacopo Castellani (basso e synth), Sebastiano De Gaspari (chitarre) ed Emiliano Baldassarri (tastiere). La consulenza artistica è di Luke Beats (anche noto come Bassista Sabaudo, stretto collaboratore di Willie Peyote) che ha contribuito a dare questa direzione musicale al brano.
CHI C’È DIETRO MARIO ROSSI FA RAP
MARIO ROSSI FA RAP è un progetto musicale ideato da Michele Benetti, veronese classe 1997 cresciuto nel quartiere periferico Villaggio dall’Oca Bianca (Borgo Nuovo). L’artista si appassiona al rap durante le scuole superiori, quando nota che gli artisti più conscious hanno un approccio alla scrittura più vicino a quello dei cantautori, quindi alla musica scoperta (e apprezzata) tramite gli ascolti del padre.
Laureato in Psicologia per la Formazione, lavora da operatore meccanico su turni di 40 ore a settimana facendo il pendolare e, nonostante questo, di notte si dedica al suo progetto musicale che decide di chiamare Mario Rossi Fa Rap. Alla ricerca di un tappeto sonoro per i testi, non trova un’intesa con producer e beatmaker perché siamo negli anni in cui la trap ha un dominio assoluto, e lui, oltre ad avere una scrittura conscious, appunto, cerca altre sonorità.
Per questo si rivolge a dei musicisti, a partire da suo fratello, che lo supportano e creano per il suo cantato un tappeto sonoro eterogeno (che va dalla black music all’elettronica). Il suo primo EP, “Che cazzo pretendi”, esce alla fine del 2021 e, tra il 2022 e il 2025, lo propone dal vivo in vari festival (tra cui Arezzo Wave e la festa di Radio Onda D’Urto), sempre supportato dalla band che arricchisce e connota la natura di questo progetto rap.



