Sfera Ebbasta: live con il figlio in braccio

E questo sarà tutto mio?”, avrà pensato il piccolo Gabriel mentre il trap king lo appellava “re d’Italia” davanti al suo pubblico in festa. No, non si tratta né de Il Re Leone né di un ritorno ai tempi dei Savoia, ma di Sfera Ebbasta che porta suo figlio sul palco.

Sfera Ebbasta: la special guest è suo figlio

Nella cornice dell’Arena Fiera di Bergamo, sabato 1 luglio, Sfera Ebbasta è salito sul palco per una tappa del suo tour estivo. Tra le tante hit in scaletta non poteva mancare un accenno a Ciny, una delle canzoni che l’hanno consacrato al grande pubblico. Questa volta, però, c’è stato un cambiamento rispetto alle consuete performance del trapper: la presenza di Gabriel, suo figlio.

Con il bambino in braccio, Sfera Ebbasta ha dato il la per far cantare la prima strofa al pubblico che già stava intonando l’intro del pezzo solo a sentire le prime note. Al termine della strofa corale, l’artista ha chiesto al pubblico di farsi sentire per suo figlio nominato per l’occasione “re d’Italia”, come anzidetto.

Sfera Ebbasta
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Sfera Ebbasta: i pareri per l’esibizione con suo figlio

La scena ha scatenato le critiche di chi ha trovato inappropriato menzionare certi temi con un bambino in braccio e gli apprezzamenti di chi ha visto dolcezza nelle movenza dell’artista. Quello di Sfera è stato un gesto amorevole e appariscente di un padre fiero di essere tale, tra baci e sguardi teneri per suo figlio.

Che sia condivisibile o meno, è la scelta di un personaggio pubblico che ha messo parte della sua vita privata sotto i riflettori. È il momento padre-figlio di una star e del suo piccolo a cui non si può gridare allo scandalo. Possono risultare molto discutibili ben altre situazioni, come il video postato su Instagram del momento in cui la sua compagna Angelina Lacour ha partorito.

Sfera Ebbasta: Instagram rimuove il video della nascita di suo figlio

In occasione del primo compleanno di suo figlio, Sfera Ebbasta ha deciso di postare su Instagram un carosello composto da foto e video della nascita del suo primogenito. In questo post, c’era una clip che ritraeva il parto cesareo della compagna nella quale era visibile del sangue. Dopo la pubblicazione, la piattaforma ha eliminato i contenuti, poiché non rispettavano gli standard della community ovvero le linee guida di Meta che indicano quali sono i post ammissibili e quali sono quelli vietati.

L’eliminazione del contenuto ha suscitato l’indignazione di Sfera Ebbasta che ha utilizzato Twitter per sfogarsi contro Instagram, dicendo che la piattaforma permette la condivisione di contenuti più gravi:

«Lol Instagram ha rimosso il video in cui si vede nascere mio figlio perché non rispettava le linee guida , le stesse linee guida che mi permettono di postare armi da fuoco e pacchi d’erba o che permettono a ste 4 scappate di casa di postare le foto dei propri capezzoli»

Dal tweet di Sfera Ebbasta, inevitabilmente, sono scaturite diverse polemiche che l’artista ha tentato di smorzare con un altro tweet:

«Scusate ce l’avevo solo con le linee guida di Instagram nulla in contrario ai capezzoli»

Sfera Ebbasta
Sfera Ebbasta

Social media: spazi che rispettano tutti

Polemiche a parte, la vicenda dev’essere utile a comprendere un concetto: nei social media non è possibile condividere in modo insindacabile qualunque contenuto. Questo vale per le persone comuni tanto quanto per le star. Le piattaforme sono proprietà di aziende private che intendono tutelare la sensibilità delle persone e, al contempo, generare profitti attraverso la presenza di quelle stesse persone e di aziende. A volte sbagliano, sia quando l’algoritmo blocca in modo automatico contenuti che invece sono ammessi dalle linee guida sia quando lasciano passare contenuti che dovrebbero essere vietati.

Si tratta di sistemi fallibili che spesso hanno bisogno di una persona che esamini il contenuto, generalmente gli addetti dell’assistenza. Il fine resta quello di creare degli spazi che cercano di rispettare quanto più possibile milioni di persone, pertanto non bisogna scambiare il diritto alla libertà personale con l’uso incontrollato della piattaforma.

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Donato Cerone
Donato Cerone

Lucano dal mezzo sangue pugliese (un po' come nel film di Harry Potter, ma senza il principe). Mi occupo di comunicazione digitale, amo l'economia di azienda e ogni forma organizzativa. Mi piacciono le parole, ancor di più se sono incasellate tra gli schemi metrici e le melodie su quattro quarti del rap, quelle della musica rock o del cantautorato. Sono appassionato di supereroi, come quelli dei fumetti che hanno spazio su grande schermo e serie tv, ma nella vita vera preferisco gli sfigati.
Creativo con i numeri, razionale con le idee.

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