Caparezza, è uscito il video de “La Certa”

Non solo uscite audio in questa settimana 13-17/06/2022. A un anno di distanza dall’uscita di Exuvia, Caparezza pubblica il video de La Certa. È il diciottesimo nonché penultimo pezzo del disco. La protagonista è la morte che succede naturalmente alla canzone precedente Zeit! ovvero il tempo (intitolata in lingua tedesca). È vista in una chiave diversa da come si è soliti guardare alla morte in quanto è la narrazione di un monologo motivatore.

Caparezza
Caparezza – La Certa

Caparezza, il nuovo videoclip

Il video è accompagnato dalle parole di Caparezza che afferma:

«In questa canzone sto leggendo una lettera, scritta dalla mia inevitabile futura sposa: La Certa (la morte). Niente paura. La mia morte non ha nulla di funereo, anzi, è una figura positiva, una motivatrice che mi sprona a vivere dando il meglio di me nel tempo limitato su questo pianeta. Senza “La Certa” la mia esistenza sarebbe un trionfo di apatia.»

Infatti, il video si apre con un incontro tra l’artista vestito di nero e una fanciulla in bianco che gli consegna una pergamena. A fare da sfondo c’è un uomo con una torcia di fuoco, quasi mistica, come se ci trovassimo davanti a riti sciamanici. Le parole della canzone vengono pronunciate quando Caparezza legge la pergamena.

Durante la lettura, si susseguono scene diverse tra loro: in mezzo al mare su una modesta barca, sulla riva con la ragazza che danza, in una prateria tra i cavalli e la danza dell’uomo con la torcia di fuoco, in un campo fiorito, in una scuola tra degli alunni e delle matasse di fili da recidere, nella terra con un anziano che scava a mani nude mentre dei bambini gli giocano intorno e poi bruciano i loro giocattoli di legno. Queste emblematiche immagini accompagnano le parole del brano come un viaggio di felice rassegnazione verso un passaggio inevitabile.

Caparezza, il significato de La certa

Il titolo è una voluta assonanza con La Scelta, ma dal significato opposto: la morte c’è e non si sceglie. Inoltre, il titolo è ispirato al romanzo L’arte della gioia di Goliarda Sapienza nel quale la morte viene appunto chiamata La Certa. A enfatizzarne il significato, la canzone si compone di cori da chiesa e fiati, parlato e diverse tonalità di canto: viene, così, a crearsi un contrasto morbido/duro come simbolo di una fase che si chiude per lasciare posto a una fase che si apre. Un passaggio, un’Exuvia appunto.

È un richiamo al realismo, all’accettazione del tempo che scorre. Il brano si articola come un’esortazione a non sprecare tempo, perché col senno di poi tutti ci accorgiamo che la vita sembra sempre troppo breve e non merita di essere sottovalutata. La morte, qui, è vista come un fattore positivo che schioda le persone dall’apatia che ne deriverebbe dalla sua assenza.

Emblema del brano è il ritornello che esorta a non voltarsi, in quanto guardare avanti è l’unico modo per sottrarre tempo alla morte: non bisogna vivere nel rimpianto dei giorni passati, piuttosto occorre pensare all’oggi abbracciando il cambiamento che porterà al domani, perché poi arriva lei, la morte, come il cambiamento inevitabile e più stravolgente di tutti. In questo viaggio verso di lei, resta un monito: non fartene un’ossessione, tienila presente solo come un’insegnante.

In questo brano, la morte è un inno alla vita.

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