Luchè vs Salmo: “Estate dimmerda 2” è il nuovo capitolo di un dissing lungo 4 anni

Certi dissing non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. Lo sanno bene Luchè e Salmo che a distanza di quattro anni dalla prima volta tornano a dissarsi. Se finora abbiamo avuto solo frecciatine via social, ora si torna alla vecchia maniera: il rapper napoletano ha pubblicato un’intera traccia per dissare l’autore dell’ultimo episodio di 64 Bars. Il motivo? Una barra proprio nel format musical di Red Bull, ma non solo.

Salmo: è stato solo un riferimento a Luchè?

Sembrava tutto finito e invece un nuovo capitolo è appena iniziato. Le 64 barre di Salmo non hanno solo entusiasmato i fan, hanno pure stizzito Luchè che poco più di una settimana dopo ha riaperto lo scontro con il brano Estate dimmerda 2. La miccia è stata la rima del suddetto 64 Bars che recita: “Driiin, squilla il telefono inglese”. In tanti hanno visto un modo per deridere l’artista di Potere. Tuttavia, in un’intervista per GQ, l’artista sardo ha precisato che si trattava solo di un riferimento:

«Il rap è pieno di punchline. Quella parte del telefono inglese è una cosa a prova di stupido. In quella barra non c’è nessun insulto, la gente sentirà quella cosa e penserà “adesso si riapre la faida”. Ma non è così. Nel rap, quando fai freestyle, intrattieni, fai le punchline, se avessi voluto insultare avrei detto un’altra roba. Però invece che stare lì a rompere le palle ci gioco su, è una cosa scherzosa. Non penso che si offenderà, si farà una risata anche lui».

A quanto pare, non solo gli ascoltatori, anche il rivale ha inteso la barra come un insulto verso sé stesso al punto da riprendere il titolo di un noto pezzo di Salmo e scriverci un dissing come sequel della stessa.

Estate Dimmerda 2: le punchline

Luchè ha preso di mira Salmo, ma ne ha per tutti: menziona gli Arcade Boyz, riferendosi alle risate del duo durante una puntata del loro video format (le reaction) in cui ascoltano e commentano il 64 Bars incriminato; afferma ironicamente la superiorità di Capo Plaza rispetto a Lebon (facendo riferimento agli screzi per un featuring con il trapper salernitano raccontati nel libro Il Giorno Dopo); si riferisce a Inoki e Fedez, entrambi rei di aver messo bocca sulla faida del 2019 (seppure va detto che fu proprio Luchè a menzionare Fedez come cattivo esempio negli sfottò verso Salmo mentre quest’ultimo fece il nome di Inoki come esempio buono da emulare nei dissing).

Per il resto, è tutto un disrespect per il rapper di Flop: dal deridere la canzone Il Cielo Nella Stanza al farsi beffa per i presunti 10mila biglietti regalati per il concerto di San Siro, passando per lo scherno del tuffo in piscina con il microfono a Sanremo e molti altri insulti. L’unica nota positiva l’ha avuta per Slait, riconoscendone la professionalità a scapito del protagonista del brano.

Dulcis in fundo, l’outro del pezzo. Il dissingsi chiude con due audio in cui a parlare è Lebon: uno – contenuto proprio in quel telefono inglese menzionato nel 64 Bars – con il quale si complimentava per l’album Malammore, l’altro è la registrazione di un live dove incita la folla proprio per l’autore del dissing:

«Sono veramente contento di poter condividere il palco con uno dei miei rapper preferiti, un mostro sacro, raga. Fatemi sentire la voce per Luchè» 

Luchè vs Salmo: com’è cominciato tutto?

La vicenda tra i due artisti è nata nel 2019 da un commento dell’ex Co’Sang a un post di Salmo. Su Instragram, Lebon vantava i successi di Machete Mixtape 4 e di Playlist, definendo i due lavori come i migliori album usciti nel 2018 e nel 2019. Il rapper di Napoli commentò criticando aspramente quanto fatto dal collega dai beat alle rime, definendo il tutto come musica trash e riconoscendogli esclusivamente delle capacità nel campo del marketing.

La diatriba continuò con la presunta cancellazione del commento e l’impossibilità di replica per un blocco social del sardo nei confronti del napoletano, oltre a dei video condivisi tramite Instagram Stories con cui entrambi non se le mandavano a dire (è proprio in una di queste clip che si parla del famigerato telefono inglese e degli apprezzamenti rimasti privati).

Luchè ha pure accusato Salmo di avergli copiato rime, beat e impostazioni vocali (mette soprattutto a confronto Marylean con Je Ce Credevo). Dal canto suo, Salmo sminuì Luchè per le sue performance live e per i testi delle canzoni. In tutto questo mare magnum c’è anche chi ha visto delle frecciatine velate nelle canzoni, come in Chico di Guè.

Magari un giorno – come Grido e Fabri Fibra sedici anni dopo o come lo stesso Lebon con Fedez l’anno scorso – i due appianeranno le divergenze e si troveranno a collaborare per delle canzoni insieme, intanto possiamo gustarci del buon rap alla vecchia, da una parte e dall’altra, senza i fronzoli dei post sui social. Il dissing è da sempre una componente del rap e ascoltare due artisti importanti darsele di santa ragione nelle canzoni non può che fare bene all’aumento della qualità musicale (tanto criticata, in generale nel rap, da molto tempo).

Luchè: il testo di Estate Dimmerda 2

Guagliù, ma che è succieso? (Aeh)

Guagliù, i’ mo so’ turnato ‘a Miami, ero andato a comprarmi la casa delle vacanze

A volo a volo, ‘o frate (Ahahah) (Aeh)

Bell’e bbuono chisto

Ridere di chi? Di me?

Dite agli Arcade che l’ultimo qui a ridere è Luchè (Uh)

Come ho iniziato questa storia adesso la finisco (Kaputt)

La metto su YouTube, non cerco hype per il disco (No)

Tu cerchi hype per il peggio 64 bars live (Uh)

Ma il nome di Dio non usarlo invano mai, mai

Che hit hardcore, fra’, “Il cielo in una stanza” (Eh)

Che, quando l’ho sentita, fra’, ho rivalutato Plaza

Che razza di uomo dissa le bambine che lo ascoltano?

Da chе eri al centro del mondo adеsso ti abbandonano (Facts)

Infatti tutta la nuova scena mo è con me (Facts)

“Non abbiamo età” streamma il triplo di “KUMITE”

Okay, fra’, ti svelo un segreto sull’amore:

Ti servono le donne, fra’, non ti basta l’autore

Tu sei l’anti-figa travestita da anticristo (Ah)

Diecimila biglietti regalati per San Siro

A coerenza stammo forte, stammo forte, ah

A censura stammo forte, stammo forte, ah

A fare pace stammo forte, stammo forte, ah

Non ti disso da un millennio, ma mo mi sembra il momento

Ehi, ehi, è un’estate di merda

Per te, fra’, è un’estate di merda

Ah-ah, fra’, è un’estate di merda

(Ti giuro, non lo volevo fare, fra’, mi hai costretto)

Da Russell Crowe sei diventato Pio e Amedeo (Pienza nu poco)

Che imbarazzo quel tuffo nella piscina di Sanremo (Eh)

Sei un italiano medio, Sebastiano ha detto a Enzo:

“In famiglia tutti hanno un fratello scemo” (Eheh), ah

Hai avuto il tuo momento, poi la trap vi ha finiti (Uh)

Non sopravvivete ai trend perché non siete veri artisti (Uh), ah

Là in mezzo Slait è l’unico professionista (Ah)

Tu sei tra quelli che fa i soldi e diventa fascista (Ahahah), ah

Quanti commenti hai cancellato? Quanta gente hai bloccato? (Ah)

Conosco tutte quelle a cui mandi la foto del cazzo (Uh)

Forse pensavi fossi Inoki oppure Fedez (Ah)

Rimettiti la maschera se scendi tra la gente (Seh)

Sei il maestro della mossa sbagliata (Ah)

Sei un truffa come Nusr-Et e la carne dorata (Uh, uh, uh)

Ma io sul beat ci metto il pepe come Anna (Okay)

Decidi se vuoi continuare in studio oppure in strada (Ah)

[Outro: Salmo]

Certo, è vero, fra’, è verissimo il messaggio che ti ho mandato, perché quel disco era figo. Una volta l’ho ascoltato, bro, una volta. Perché io rap italiano non ne ascolto, immagina se posso ascoltare Luchè.

Sono veramente contento di poter condividere il palco con uno dei miei rapper preferiti, un mostro sacro, raga. Fatemi sentire la voce per Luchè.

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Donato Cerone
Donato Cerone

Lucano dal mezzo sangue pugliese (un po' come nel film di Harry Potter, ma senza il principe). Mi occupo di comunicazione digitale, amo l'economia di azienda e ogni forma organizzativa. Mi piacciono le parole, ancor di più se sono incasellate tra gli schemi metrici e le melodie su quattro quarti del rap, quelle della musica rock o del cantautorato. Sono appassionato di supereroi, come quelli dei fumetti che hanno spazio su grande schermo e serie tv, ma nella vita vera preferisco gli sfigati.
Creativo con i numeri, razionale con le idee.

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