Intervista a Nooz – Urban Friendz

Un nuovo concorrente di Nuova Scena ai nostri microfoni. Dopo Fata e Kid Lost, a raccontarsi davanti a un drink è il turno di Nooz per il nostro format Urban Friendz.

Nooz: dagli inizi al provino per Nuova Scena

Nooz, chiacchierando con la nostra Alessandra Bellotti, ha raccontato quando ha iniziato ad appassionarsi al rap e ha spiegato l’origine del suo nome d’arte:

«Ero con mio cugino, mi fece ascoltare le prime canzoni rap e da là mi sono appassionato, quindi la mia passione per il rap è nata molto per caso. Il nome Nooz nasce dal mondo dei graffiti e dai primi tag. Un mio amico, un giorno, mi disse “chiamati Nooz con due O, perché due O non ce le ha nessuno”, da là è nato Nooz».

Ansia da prestazione? Sì e no. Per il rapper, il provino per Nuova Scena è stata una botta di energia che ha spento tutti i timori:

«Pensavo di avere molta più ansia. Insieme a Squarta e Fibra, ero in studio con Elmatadormc7. Prima di entrare avevo molta ansia. Una volta entrato in studio, mi sono trovato davanti a loro e tutta l’ansia mi è scivolata praticamente addosso. Diciamo che mi ha caricato, è stato figo».

Nooz: la musica per rispondere agli hater

Durante il talent show di Netflix, Nooz ha ricevuto una critica molto diretta che non lascia spazio ad altre interpretazioni. Geolier gli disse di preferire più il suo modo di vestire che quello in cui ha rappato. Questo giudizio è stato ripreso da diverse persone sui social, ma la cosa non ha scoraggiato Nooz anzi, è diventato un punto da cui ripartire con più forza:

«Questo programma mi ha cambiato molto, mi ha dato la possibilità di vedermi da fuori e mi ha reso molto più umile. Mi aspettavo molto hateraggio nei comportamenti che ho avuto, perché sono una persona molto egocentrica e mi aspettavo di essere antipatico a molte persone su questo punto di vista, soprattutto per come sono uscito. Tanta gente mi ha scritto sotto i video “vesti meglio di come rappi”, però per me è un punto di forza.

In questa critica io lascerò parlare la musica e sono sicuro che la gente si ricrederà. Sono una una persona che gira per le discoteche, ad esempio. Tuttora mi capita di andare in discoteca e vedere gente che mi ferma e mi chiede foto. Ho ricevuto solamente complimenti. Molta gente mi ha detto che hanno parlato male più di Geolier, ma io lo difendo. Onestamente, avrei fatto la stessa identica critica che mi ha fatto lui. L’ho conosciuto fuori dal programma, è una persona molto utile».

Nooz e Geolier
Nooz e Geolier

Nooz: il cambiamento, dentro e fuori

Nuova Scena non è stato solo uno show. Calcare quel palco, confrontarsi con tanti rapper e mettersi alla prova davanti a tre grandi artisti nonché giudici è stata un’esperienza formativa sia dal punto di vista umano che professionale:

«Come ti dicevo prima, questa esperienza mi ha cambiato personalmente e anche musicalmente. Ho capito che voglio fare veramente musica. Prima facevo una musica molto di strada e questo genere, anche se mi rappresenta ancora, non voglio più raccontarlo. Basta che mi vedi e capisci che non vengo da un contesto tranquillo. Voglio che la gente si rispecchi nella mia musica. Prima ho lasciato un antipasto su quello che sarà e voglio far ricredere molta gente».

Il prossimo step passa da una maggiore attenzione alla scrittura e alla melodia:

«Mi sto dedicando molto alla scrittura. Voglio lasciare il segno anche sulla sulla melodia. Ci tengo molto che la gente ascolti un Nooz diverso da quello che ero prima».

Guarda l’intervista completa di Alessandra Bellotti a Nooz per Urban Friendz sul nostro canale YouTube.

Nooz
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Donato Cerone
Donato Cerone

Lucano dal mezzo sangue pugliese (un po' come nel film di Harry Potter, ma senza il principe). Mi occupo di comunicazione digitale, amo l'economia di azienda e ogni forma organizzativa. Mi piacciono le parole, ancor di più se sono incasellate tra gli schemi metrici e le melodie su quattro quarti del rap, quelle della musica rock o del cantautorato. Sono appassionato di supereroi, come quelli dei fumetti che hanno spazio su grande schermo e serie tv, ma nella vita vera preferisco gli sfigati.
Creativo con i numeri, razionale con le idee.

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