Fabri Fibra accusato dalle femministe

Niente applausi per Fabri Fibra, stavolta. Il rapper di Senigallia, che da poco ha collaborato con Grido in Sfiga, è stato aspramente criticato dal collettivo femminista Io l’8 ogni giorno che ha chiesto al sindaco di Lugano di annullare il concerto previsto il 6 luglio 2022 nella città svizzera.

La lettera contro Fabri Fibra

Al centro della protesta contro Fabri Fibra ci sono i testi di Venerdì 17 e Su le mani, la prima traccia del 2004 dall’album Mr. Simpatia e la seconda da Tradimento del 2006. Di Fabri Fibra le femministe scrivono:

«Il Collettivo femminista Io l’8 ogni giorno si impegna da anni a difendere le donne e ogni vittima di violenza e discriminazione di genere, e ci siamo trovate allibite e incredule di fronte alla vostra decisione di offrire un palco illustre, altamente simbolico ed un ingente campagna pubblicitaria ad un personaggio che da 20 anni costruisce la propria fama e profittabilità commerciale inneggiando pubblicamente all’odio e alla violenza contro le donne e le persone LGBT, vantandosi regolarmente di perseguire unicamente una logica utilitaristica e le esigenze di mercato nella scelta dei contenuti e della violenza dei suoi messaggi.»

Dopo aver sottolineato alcune delle strofe criticate in particolare, la lettera prosegue specificando che per Fabri Fibra non si tratta della libertà di espressione, ma di un vero e proprio incitamento all’odio e alla violenza. Successivamente viene fatto un approfondimento che menziona altri brani, la condanna per diffamazione nei confronti di Valerio Scanu nel 2016 e l’annullamento della sua esibizione al Concerto del Primo Maggio nel 2013 per la stessa accusa mossa oggi dal collettivo che, scrivendo, chiede:

«1- disdire il concerto di Fabri Fibra del 6 luglio;
2- evitare ogni spazio pubblico o mediatico a discorsi che banalizzano l’odio, la violenza e le discriminazioni di genere;
3- rendere noti tutti gli eventuali sussidi, finanziamenti e investimenti pubblici stanziati per l’evento in questione, compresi i costi previsti per l’organizzazione, la sicurezza, la pubblicità;
4- organizzare invece almeno un’intera serata, magari proprio il 6 luglio, per promuovere musiciste e cantanti locali che vogliano impegnarsi per diffondere una cultura responsabile e rispettosa del genere e sensibilizzare alla gravità della violenza verso le donne.»

La replica delle istituzioni

Raggiunto da RSI, il capo del Dicastero cultura sporte ed eventi della città, Roberto Badaracco ha dichiarato:

«Credo che l’arte, la cultura e la musica debbano rimanere in una libertà espressiva che certamente non devono superare certi limiti. Fabri Fibra in passato li ha chiaramente superati e gli è stato fatto notare; credo che abbia compreso di non dover andare oltre i limiti. Francamente posso convalidarlo e dire che non mi sembra così esagerato: certe canzoni forti non sono più state riproposte, perché sollevavano critiche giustificate.»

La replica dell’esponente del collettivo Angelica Lepori, riportata sempre dalla Radiotelevisione svizzera, è stata:

«È chiaro che il confine tra libertà artistica e messaggio violento o offensivo a volte è molto labile, ma in questo caso il limite è stato superato. Credo anche che sia pericoloso banalizzare questo genere di messaggi, giustificarli attraverso lo scherzo, la provocazione; è un po’ quello che si tenta di fare con questi tipi di messaggi misogini e sessisti.»

Con un post su Facebook, invece, il sindaco Lorenzo Quadri ha scritto:

«Sinceramente so a malapena chi sia costui e non mi ricordo nessuna sua canzone, figuriamoci i testi.

Prendo però atto che, quando qualcuno da “destra” contesta l’utilizzo di eventi di intrattenimento o “culturali” per fare politichetta immigrazionista e sovranofoba, queste stesse cerchie anti-Fibra strillano allo scandalo e all’ingerenza “fascista”. E naturalmente non viene cambiata alcuna programmazione né decurtati i finanziamenti pubblici.

Quindi, per quel che mi riguarda il concerto in questione rimane dov’è. E il collettivo con l’indignazione a senso unico può andare a Baggio a suonare l’organo.»

Fabri Fibra non si è (ancora) esposto

Non ci sono ancora commenti da parte di Fabri Fibra, ma è curioso come una dichiarazione alla trasmissione Report durante la puntata del 23 maggio 2022 (poco prima che scoppiasse la protesta), possa essere considerata come una risposta:

«Dall’inizio, quando sono arrivato che il rap non era proprio capito, c’era molta gente che pensava che se io dicevo qualcosa, la pensavo davvero o l’avrei fatta davvero, quando in realtà era dire qualcosa sopra le righe per attirare l’attenzione. Oggi è più accettata la cosa, non perché vengono accettati gli artisti per quello che dicono, ma perché comunque quel disco fa guadagnare.»

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